venerdì 17 maggio 2013

Raqs el Shamadan: danza con il candelabro

Accessori della danza danza del ventre: candelabro


Raqs el Shamadan: danza con il candelabro

Danza lenta e morbida, eseguita con un candelabro sulla testa.

Il mito fa risalire questa danza agli  antichi riti egiziani, che si svolgevano all'interno dei templi.

I documenti storici raccontano che questa danza venne introdotta agli inzi del XX sec.
Secondo il celebre coreografo e danzatore, Mahmoud Reda, furono i turchi ottomani ad introdurre per la prima volta in Egitto questa danza.
Altre fonti fanno risalire la sua origine alla fine dell'800, quando la danzatrice  Zouba El Klobatiyya,  si esibì ad un matrimonio con una lanterna accesa sulla testa. In seguito la danzatrice Shafia El Koptia utilizzo' un candelabro vero e proprio in equilibrio sulla testa.

Questa danza viene eseguita soprattutto ai matrimoni. La ballerina precede il corteo nuziale, "illuminando" il cammino della sposa, che per la prima volta si allontana dalla casa paterna. 

Un'alternativa all'uso del candelabro, è quella di danzare con un vassoio sulla testa, contente più candele accese. Questa versione è usata, per esempio, in Libano, ed è stata recentemente ripresa dalla fusion - tribale.

martedì 14 maggio 2013

Ritmi della danza del ventre: maqsum

Il maqsum è un ritmo in 4/4 proveniente dall’Egitto, utilizzato nella danza orientale. E' riconoscibile dal DUM TAK iniziale. E’ un ritmo molto diffuso, viene usato nella musica popolare, nello shaabi, nel repertori classico egiziano e nel pop moderno (geel) Trascrizione: DUM TAK / KA TAK / DUM KA / TAK KA

venerdì 3 maggio 2013

La danza del ventre come mezzo di connessione con le energie sottili

In questo brano, tratto dal libro "Le danze di Iside", di Daniela Naccari, ed. Akkuaria, l'autrice parla di come la danza egiziana ci metta in contatto con le energie sottili presenti nell'Universo.


"Da sempre l'uomo si è espresso attraverso la danza. Oggi forma d'arte che richiede dedizione, sacrificio, tecnica ed allenamento continuo, in origine forma di comunicazione ed espressione di sentimenti, avvenimenti passati, presenti e futuri.
Si conoscono tantissime forme di danza, non stiamo parlando di stili, ma di danze di ringraziamento, propiziatorie, funerarie, celebrative. (...)
Tutto danza in natura. Il sole, la luna, le stagioni, il giorno e la notte. Una danza incessante che non conosce giudizi, una danza cosmica, infinita, che ci permette di vivere.
Perchè se è vero che ogni cosa che si muove produce energia, è vero che attraverso il movimento mettiamo in circolo dentro ed intorno a noi tutta l'energia vitale che ci attraversa, permettendo all'energia stessa di rinnovarsi.
Attaccati al suolo attraverso i piedi scarichiamo e ci carichiamo dell'energia terrestre. Proprio come gli alberi affondano le loro radici al suolo, i nostri piedi diventano le nostre radici, facendo in modo che Madre Terra ci alimenti. I nostri rami sono le braccia, connessione tra la terra e il cielo, tra l'umano e il divino. Diventa una preghiera, un innalzarsi. (...)